AI TEMPI DEL MILITARE

I VOLTI, LA STORIA E I RICORDI

Le Truppe Alpine hanno avuto origine quando il giovane Regno di Italia dovette affrontare il problema della difesa dei nuovi confini terrestri, che dopo l’infelice guerra del 1866 contro l’Austria, coincidevano quasi interamente con l’arco alpino.

Da poco si era compiuta l’unità di Italia con Roma capitale e il nuovo stato si trovava a dover affrontare una situazione internazionale molto delicata per il riaccendersi di tensioni con la Francia e con la potente monarchia Asburgica, ancora potenzialmente ostile dopo la cessione del Veneto all’Italia.

L’ideatore del Corpo degli Alpini fu l’allora Capitano di Stato Maggiore Giuseppe Domenico Perrucchetti, nato a Cassano D’Adda, in provincia di Milano il 13 luglio 1839. A vent’anni fuggì dalla Lombardia per arruolarsi volontario nell’esercito Piemontese.

Studioso di storia, studioso di operazioni militari nelle zone alpine, nel 1871 il geniale Ufficiale redasse una originale memoria nella quale sosteneva e dimostrava il concetto che la difesa del confine alpino dovesse essere affidata a presidi di soldati nati in montagna, pratici dei luoghi fin dalla prima giovinezza e sicuramente ben motivati nel caso avessero dovuto effettivamente difendere i propri cari e i propri beni.

Nel maggio del 1872 lo studio del Perrucchetti fu pubblicato sulla Rivista Militare Italiana, fu apprezzato e subito condiviso dal Generale Cesare Ricotti Magnani, Ministro della Guerra nel governo di Quintino Sella, che capì l’importanza della difesa dei valichi alpini e la necessità di disporre, nell’ambito della fanteria, di una nuova specialità, particolarmente addestrata per la guerra in montagna.

Il gen. Ricotti Magnani fu l’uomo che in pochi anni trasformò radicalmente l’organismo militare italiano attuando una profonda ristrutturazione dell’Esercito.

Il 15 ottobre 1872 nascono gli Alpini d’Italia.

Gli Alpini ebbero i primi impieghi bellici in Africa, il battesimo del fuoco avvenne con la Guerra di Abissinia e la terribile disfatta nella battaglia di Adua.

Una storia, quella degli Alpini, fatta con il sangue lungo un itinerario costellato di croci.

In Russia gli Alpini, in una marcia eroica (oltre 700 km a piedi), sotto il flagello del freddo e contro un nemico molto forte e determinato, affrontarono durissimi sacrifici e sofferenze che la nostra mente oggi non riesce nemmeno ad immaginare.

Eroico fu il comportamento degli Alpini che a Nikolajewka, riuscirono a rompere il cerchio di ferro e di fuoco dei soldati dell’Armata Rossa.

Inferiori di numero, di armamento e di equipaggiamento, gli Alpini seppero soffrire con dignità e onore, compiendo infiniti gesti di umanità e di fratellanza verso tanti fratelli stremati dal gelo, dalle ferite, dalle fatiche, dalla fame e dal nemico implacabile.

Durissimo fu il prezzo pagato dalle Penne Nere per aprire ai superstiti la via della libertà: su 57.000 uomini ben 34.170 non tornarono a casa.

Di essi, Don Carlo Gnocchi – l’indimenticabile Cappellano degli Alpini in Russia – che è stato beatificato dal Papa, al termine di quella terribile battaglia disse: “Tutti hanno compiuto opera veramente sovrumana. Dio fu con loro, ma gli uomini furono degni di Dio”.

Oggi nel luogo dove si svolgeva una guerra sanguinosa, sorge l’asilo di Rossosch che ospita i bambini russi e i canti di pace hanno lasciato spazio alle terribili grida di guerra.

Grazie ai valorosi reduci Alpini delle campagne d’Africa e della Grande Guerra, il 08 luglio 1919 nasce a Milano L’Associazione Nazionale Alpini (A.N.A.) – Associazione d’Arma – apartitica.

Essa è oggi più che mai un organismo vivo ed operante nella realtà quotidiana del nostro Paese con il fine di insegnare ai giovani l’amore verso il prossimo e l’amore verso la Patria.

Negli anni ottanta nasce anche la Protezione Civile dell’A.N.A. a seguito dell’esperienza in Friuli devastato dal terremoto nel 1976. Da lì, l’Associazione degli Alpini prendeva coscienza di avere nelle sue fila un patrimonio di esperienze, volontà ed entusiasmo che poteva essere canalizzato dove se ne rilevava la necessità.

Per gli Alpini non esiste l’impossibile!

BELESSO

CAZZANIGA E.

CAZZANIGA P.

GALIMBERTI

GROTTOLI

GUGLIEMIN

 

MAURELLI

MOLTENI

MORIONDO

RESNATI

VERDUCCI